SCRITTI DELLA MADRE
Madre col Pane


  • Devo far si che gli uomini conoscano Dio non come un Padre offeso per le loro ingratitudini, ma come un Padre Misericordioso che cerca con tutti i mezzi di confortare e aiutare i propri figli che li cerca con amore instancabile come se non potesse essere felice senza di loro.
  • Figlie mie, donarsi a Dio significa abbandonare in Lui la nostra anima, il corpo, le potenze e le aspirazioni, i nostri sentimenti, i desideri, i timori e le speranze, riservando per noi soltanto il desiderio intenso di amarlo.
  • Donarsi a Dio
    • è rimanere nelle braccia del buon Gesù lasciandosi portare da Lui come un bambino nelle braccia della sua mamma;
    • è incaricarlo di provvedere a noi in tutte le nostre necessità, accontentandoci di amarlo e servirlo come vere Ancelle dell'Amore Misericordioso;
    • è supplicarlo di concederci la grazia di arrivare tutte a uscire felicemente da noi stesse per entrare in Lui;
    • è supplicarlo che le nostre anime, immerse nella fornace del suo Amore, si purifichino di ogni scoria e diventino luminose, ardenti e docili alle sue divine ispirazioni.
    • è, da Lui illuminate, risplendere sempre dei raggi incandescenti del suo amore, della sua carità e del sacrificio, essendo luce per quanti ci circondano e procurando che sia soltanto Gesù a colmare i nostri cuori;
    • è lasciarsi aiutare da Lui a vuotarli di quanto non è Lui o cosa sua; per impegnarci sempre più nella santificazione delle anime, non con eloquenti parole, ma con il soave profumo del sacrificio, della carità e dell'abnegazione di sé.
  • Care figlie, una di voi mi chiede qual è l'oggetto principale della carità. Io credo che il primo e principale oggetto della carità è Dio, considerato nell'infinita realtà delle sue perfezioni.Il comandamento della carità, figlie mie, è molto esteso; di per sé non ha limiti, dato che la misura di amare Dio è amarlo senza misura.La nostra carità deve crescere fino alla morte, e questa ci costringe ad andare avanti senza sosta nella perfezione. Tuttavia, io credo che l'Ancella dell'Amore Misericordioso non si debba accontentare di questo grado, ma debba procurare di salire più in alto, amando Dio non solo con tutta l'anima, ma con tutte le sue forze, senza mai guardare a se stessa.
  • Fa', Gesù mio, che i figli e le figlie tengano sempre presente che la carità è amicizia, e che l'amicizia deve essere reciproca, dato che si basa sulla comunicazione ed ha per fine l'unione.
  • Pur avendo sentito tanto parlare di misericordia non è facile capire che cosa esperimenta un cuore misericordioso. Credo che sia misericordia la compassione che si prova quando si vede soffrire un altro oppresso dal peso di una disgrazia.
    Credo che saremo misericordiosi se le pene degli altri ci faranno soffrire, se il loro dolore ci farà piangere.
    La persona che davvero ama Gesù versa molte lacrime perché vede che tanti suoi fratelli non Lo amano, Lo offendono e raramente accettano la Sua volontà; e questa è la maggiore disgrazia che possa capitare a una persona.
    Signore, donaci amore, donaci carità, concedici di amare il prossimo; soltanto così ameremo Gesù, amando i nostri fratelli. Io voglio amarli tutti, buoni e cattivi. Il peccato no, Gesù mio, ma il peccatore sì perché si converta e ti ami.
  • È estremamente certo e sicuro che Gesù è la gioia in persona, è benessere e libertà autentica; allo stesso tempo è serio e una Ancella dell’Amore Misericordioso deve essere allegra e fiduciosa ma, allo stesso tempo, grave, seria e prudente.
    È estremamente certo e sicuro che io sono molto povera, ma quanto sono felice!
    • felice, Gesù mio, di avere una libertà per potertela offrire,
    • felice di avere un cuore per amarti,
    • felice di avere una intelligenza per occuparmi di Te,
    • felice di avere la possibilità di parlare per poter parlare di Te ai miei fratelli,
    • felice di avere i sensi per sacrificarli per Te,
    • felice di avere un corpo per sottoporlo a tutte le sofferenze che Tu vorrai inviarmi,
    • felice di avere un tempo, più o meno lungo, per servirti esercitandomi nella carità,
    • felice, infine, di avere tutta una eternità per amarti per sempre.
  • La virtù soprannaturale della carità ha principio in Dio. Egli solo la può generare e sappiamo che ogni servizio che rendiamo al nostro prossimo lo facciamo a Gesù stesso, il quale prende per sé ogni bene e ogni male reso al nostro prossimo; e su questo saremo giudicati.
  • Come si fa ad amare il prossimo come se stessi? Sembra una cosa troppo difficile! A me non sembra tanto difficile dato che basta amare Gesù, perché si sa che chi ama davvero vuol bene anche a coloro che l'Amato ama. Poiché Gesù ama appassionatamente gli uomini, è logico che chi gli vuol bene ami anche il prossimo da Lui tanto amato. Chiediamo a Gesù che nei nostri cuori arda il fuoco divino della carità vicendevole; questa desidera unicamente far felici i fratelli non badando ai sacrifici e anche a costo della vita. Prendiamo l'abitudine di fare agli altri quello che vorremmo gli altri facessero a noi. Sappiamo che è nostro prossimo chiunque gode o può godere dell'eterna beatitudine; sono prossimo pertanto le povere anime del Purgatorio e qui sulla terra coloro che sono giustificati, cioè che si possono salvare. Dobbiamo amare tutti con carità facendo agli altri ciò che vorremmo facessero a noi.
  • Io credo, che per arrivare a vivere uniti a Gesù è molto necessario mortificare i nostri sensi e fuggire la superbia. Questa ci crea tante difficoltà nella fede e nel rapporto con gli altri.
  • Vorremmo non aver bisogno di nessuno e a volte quasi ci costa fatica ammettere gli insegnamenti della fede; o, almeno, ci permettiamo di sottometterli alla critica e all'interpretazione della nostra ragione.

    Nello stesso tempo, poniamo nel nostro personale giudizio tanta fiducia che non ci piace chiedere consigli agli altri, e tanto meno ai superiori.
  • Da ciò nasce l'ostinazione nel nostro parere e il condannare, senza scrupoli e in modo inappellabile, le opinioni degli altri non conformi alla nostra.
  • La superbia distrugge la pace, la concordia e la carità.
    Io vi esorto a rivestirvi di umiltà, di carità, di modestia e di pazienza. Tenete ben presente che l'anima orgogliosa è incapace di elevarsi alle altezze della carità di Dio.
  • L'unione con il nostro prossimo deve essere come quella delle membra del corpo che si aiutano scambievolmente nell'agire, nel perfezionarsi, in tutto; essa ci chiede di allontanare da noi tutto ciò che la può ostacolare. In particolare ci chiede di combattere i vizi mediante le virtù contrarie, soprattutto con l'umiltà.
  • Non bisogna invidiare nessuno; l'amore deve partire dal cuore ed essere manifestato nelle opere. Dobbiamo avere molta stima degli altri e parlarne sempre bene; non riferire ad altri quanto si è udito sul conto loro, tanto più se sono cose che li possono amareggiare. Usare sempre parole buone che favoriscano la carità; guardarsi dalle parole pungenti che possono ferire; astenersi dall'ostinazione, dal contraddire, dal riprendere quando non è opportuno. Non basta compiere opere buone, ma bisogna compierle in modo che esprimano la nostra buona volontà.